... parto per il mio viaggio in treno. A tutti gli sconosciuti che condivideranno parole e riflessioni, auguro "buon viaggio!"
giovedì 6 novembre 2014
CALORE
Finalmente sono usciti. Non ne potevo davvero più! Quando è la serata giusta iniziano a discutere per un nonnulla e poi alzano sempre di più la voce, finchè la situazione degenera. Stasera il pretesto per urlare è stato il parcheggio del suv nel box. Pare che mamma, con la sua solita fretta e poca attenzione, abbia strisciato la carrozzeria mentre faceva manovra. 'Vabbè, cosa sarà mai?' ha detto lei, mentre si accendeva l'ennesima sigaretta. Non poteva provocare papà in modo migliore, lui che è così preciso e puntiglioso, nonchè intollerante al fumo. "Vendo tutto! TUTTO. Non avete alcun rispetto per le cose e nemmeno per me, che sgobbo da mattino a sera da quasi 30 anni e faccio il massimo per darvi una vita agiata! E spegni quella dannata sigaretta!" ha urlato. Poi hanno terminato di prepararsi, mamma ha salutato dall'ingresso: "Ciao Francesca, facciamo tardi!" mentre papà ha bofonchiato qualcosa e poi ho sentito sbattere la porta di casa. Bendetto Rotary! In certe situazioni è meglio stare sola, in questa grande casa, piuttosto che in loro compagnia. Anche i miei fratelli sono fuori; Alessandro è in palestra, mentre Giulio è a Londra già da 2 mesi. Sono salita al piano di sopra e mi sono chiusa nella mia stanza. Mi piacerebbe dire nella mia 'stanzetta' ma non è così: questa casa è così grande, che a volte mi sembra di perdermi durante il tragitto, così come non mi piace questa camera enorme, dove vagano i miei pensieri. Vorrei vivere nella casa di Silvia. Lei si che è fortunata. Si e no 80 metri quadri ed una deliziosa stanza col soffitto basso ed il pavimento di legno, che già da solo ti dà l'idea dell'accoglienza, che in effetti regna nella loro casa, piccola ma aperta a tutti. Qui solo marmo e freddo. Si certo, c'è anche il lusso, ma lo baratterei volentieri con un po' più di calore umano. Fuori ha ripreso a nevicare. Detesto la neve ed il freddo. Vorrei abitare al sud, dove le giornate gelide sono cosa rara, mentre qui a Trento l'inverno comincia presto e finisce tardi. In casa nostra di solito a metà ottobre si accende il riscaldamento, che fa il suo egregio lavoro sino alla fine di aprile... ma questi soffitti così alti contribuiscono a disperdere il tepore, per cui gli ambienti non si scaldano mai e mi sento ancora più sola. Quasi, quasi scendo in cucina e mi preparo la boulle dell'acqua calda. Anzi la faccio diventare caldissima...chissà se oltre a scaldarmi il corpo mi scalderà un po' anche il cuore.
martedì 5 agosto 2014
5 CAVALLI
Fin dal giorno della sua nascita si era intuito che non sarebbe stata una creatura tranquilla. Urlava e si agitava con così tanta energia, che persino le ostetriche, avezze a tanta bella e varia gioventù, tra l'esterrefatto ed il divertito, dissero alla neo-mamma: 'Signora... le darà del filo da torcere!'
E in effetti quella previsione, che lì per lì, aveva interpretato come un simpatico ed orginale benvenuto, si era trasformata in una certezza: non stava mai fermo!
Già nei primi mesi di vita il piccolo aveva mostrato la sua iper-attività, tanto che il nonno aveva più volte asserito: 'Non potrebbe costituire una fonte di energia elettrica?'
Mai animato da cattive intenzioni, aveva sempre rivelato un cuore d'oro, ma non riusciva a stare fermo che per pochi minuti, avendo sia fermento 'fisico' che 'mentale': se 10 ne faceva, 100 ne pensava.
Da piccolo non imparò a camminare, ma subito a correre, anche perchè non c'era tempo da perdere: doveva scoprire l'intero mondo, o almeno quella piccola parte che lo circondava.
Aveva curiosato in ogni angolo della casa, aprendo e chiudendo ante e cassetti, e portando avanti imprese memorabili, tra cui la scalata della libreria in soggiorno, raggiungendo i libri di poesia del 4° ripiano, appositamente li custoditi, per evitare - con scarsissimo risultato - che diventassero coriandoli per carnevale.
Alle elementari si era distinto in ogni disciplina sportiva.
Quando frequentava i giardinetti al pomeriggio, anche il salto della corda, gioco di solito riservato alle bambine, per lui non aveva segreti, tanto è vero che quando i suoi amici (che possedevano l'adorato pallone) se ne tornavano a casa, piuttosto che stare seduto sulla panchina vicino alla mamma, si faceva andare bene anche i passatempi delle femmine, purchè fossero d'azione.
Alle medie aveva capito che partecipare a tutte le manifestazioni sportive e ludiche organizzate dalla scuola, oltre ad essere un meraviglioso divertimento, gli dava l'opportunità di studiare poco le materie tradizionali e al tempo stesso gratificava il suo fermento.
Così era riuscito ad entrare nella band musicale, nel gruppo sportivo e nel team del teatro, tutte discipline in cui mostrava la sua abnegazione.
C'era anche stato un momento in cui aveva pensato di aderire al gruppo di meditazione, ma dopo soli 5 minuti di forzato silenzio, aveva capito che non faceva per lui.
Alle superiori, sempre motivato dal 10 ne faccio e 100 ne penso, si era dato da fare per il 'Nuovo comitato' della scuola, venendo eletto fra i rappresentanti dell'istituto già durante il 1° anno, contrariamente alla tradizione del liceo, che accoglieva gli studenti nel consiglio solo dal 3° anno in poi.
Gruppo sportivo di sci, di pallacanestro e di nuoto, completavano il quadro del nostro iper-attivo.
Con le ragazze aveva un certo successo, ma non voleva legami stretti e duraturi, dovendo continuamente muoversi ed esplorare l'universo, fra cui anche quello femminile.
In ogni momento della sua vita, la cosa fondamentale era NON STARE FERMO, tanto che sul divano di casa non era mai stato oltre i 5 minuti, dovendo sempre intrapprendere nuove attività, che tenevano su di giri sia il corpo, che la mente.
Un giorno accadde un episodio che ai più non sembrerà degno di nota, ma che ebbe risvolti fondamentali per la sua esistenza. Durante una festa di compleanno dagli zii in campagna, vide un oggetto che sino ad allora aveva ignorato: il tosaerba. Non si trattava di un tosaerba qualsiasi, ma di un 4 tempi a strappo della Honda, di colore rosso fiammante, con ben 5 cavalli. Era stato regalato allo zio da tutti i nipoti, per il suo 60° compleanno.
'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per un prato' recitava lo slogan sulla confezione. Lo zio, felice per quel gradito ed utilissimo oggetto, insistette per farglielo provare. Per un ragazzo di città come lui la campagna non aveva particolare fascino, tanto meno il tosaerba rosso della Honda, ma sempre nell'ottica di non stare mai fermo e scoprire cose nuove, acconsentì alla proposta dell'anziano parente. Si avvicinò, diede uno strappo con forza e l'apparecchio si mise in moto. Iniziò a spingerlo su e giu per il prato e subito rimase sorpreso dal risultato: le lame erano integre e ben affilate, per cui il taglio era molto preciso... quasi perfetto. Il profumo di erba si propagò per il giardino, e più lui tagliava, più si rilassava. Più si rilassava e più tagliava. Fu una specie di folgorazione: aveva provato tante e tante attività nella sua vita, ma mai alcuna era stata così rilassante, nè gli regalava la pace, che finalmente aveva raggiunto, grazie al tosaerba della Honda!
La cura con cui quell'attrezzo tagliava l'erba, accompagnata dal borbottio del motore e dal profumo del prato, lo affascinò a tal punto da rivoluzionargli la vita. Quando trotterellava insieme ai 5 cavalli del tosaerba, ormai si isolava dal resto del mondo. Mai si era trovato in una pace interiore così magica, tanto che pian, piano abbandonò ad uno ad uno tutti i suoi molteplici interessi, per lasciare spazio solo a quei 5 cavalli in rosso.
Trascorsero mesi ed anni e la sua passione non scemava...anzi! Si adoperava con impegno e solerzia non solo presso parenti ed amici, ma anche presso sconosciuti, dapprima vicini e poi via, via, sempre più lontani.
Tanta era la competenza e la magia rilassante, che scaturivano da questa accoppiata vincente ragazzo+tosaerba Honda, che il tam tam delle voci arrivò ad un rappresentante della nota casa di produzione. Volle vedere di persona e, come molti prima di lui, rimase incantato da tanta indomita attività, svolta con passione, ma soprattutto con una rilassatezza insuperabile ed invidiabile, tanto che venne scelto come testimonial del marchio.
Sulla confezione fu apposta la sua fotografia, che trasmetteva sana competenza e serenità, con variazione dello slogan in: 'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per me!'
E in effetti quella previsione, che lì per lì, aveva interpretato come un simpatico ed orginale benvenuto, si era trasformata in una certezza: non stava mai fermo!
Già nei primi mesi di vita il piccolo aveva mostrato la sua iper-attività, tanto che il nonno aveva più volte asserito: 'Non potrebbe costituire una fonte di energia elettrica?'
Mai animato da cattive intenzioni, aveva sempre rivelato un cuore d'oro, ma non riusciva a stare fermo che per pochi minuti, avendo sia fermento 'fisico' che 'mentale': se 10 ne faceva, 100 ne pensava.
Da piccolo non imparò a camminare, ma subito a correre, anche perchè non c'era tempo da perdere: doveva scoprire l'intero mondo, o almeno quella piccola parte che lo circondava.
Aveva curiosato in ogni angolo della casa, aprendo e chiudendo ante e cassetti, e portando avanti imprese memorabili, tra cui la scalata della libreria in soggiorno, raggiungendo i libri di poesia del 4° ripiano, appositamente li custoditi, per evitare - con scarsissimo risultato - che diventassero coriandoli per carnevale.
Alle elementari si era distinto in ogni disciplina sportiva.
Quando frequentava i giardinetti al pomeriggio, anche il salto della corda, gioco di solito riservato alle bambine, per lui non aveva segreti, tanto è vero che quando i suoi amici (che possedevano l'adorato pallone) se ne tornavano a casa, piuttosto che stare seduto sulla panchina vicino alla mamma, si faceva andare bene anche i passatempi delle femmine, purchè fossero d'azione.
Alle medie aveva capito che partecipare a tutte le manifestazioni sportive e ludiche organizzate dalla scuola, oltre ad essere un meraviglioso divertimento, gli dava l'opportunità di studiare poco le materie tradizionali e al tempo stesso gratificava il suo fermento.
Così era riuscito ad entrare nella band musicale, nel gruppo sportivo e nel team del teatro, tutte discipline in cui mostrava la sua abnegazione.
C'era anche stato un momento in cui aveva pensato di aderire al gruppo di meditazione, ma dopo soli 5 minuti di forzato silenzio, aveva capito che non faceva per lui.
Alle superiori, sempre motivato dal 10 ne faccio e 100 ne penso, si era dato da fare per il 'Nuovo comitato' della scuola, venendo eletto fra i rappresentanti dell'istituto già durante il 1° anno, contrariamente alla tradizione del liceo, che accoglieva gli studenti nel consiglio solo dal 3° anno in poi.
Gruppo sportivo di sci, di pallacanestro e di nuoto, completavano il quadro del nostro iper-attivo.
Con le ragazze aveva un certo successo, ma non voleva legami stretti e duraturi, dovendo continuamente muoversi ed esplorare l'universo, fra cui anche quello femminile.
In ogni momento della sua vita, la cosa fondamentale era NON STARE FERMO, tanto che sul divano di casa non era mai stato oltre i 5 minuti, dovendo sempre intrapprendere nuove attività, che tenevano su di giri sia il corpo, che la mente.
Un giorno accadde un episodio che ai più non sembrerà degno di nota, ma che ebbe risvolti fondamentali per la sua esistenza. Durante una festa di compleanno dagli zii in campagna, vide un oggetto che sino ad allora aveva ignorato: il tosaerba. Non si trattava di un tosaerba qualsiasi, ma di un 4 tempi a strappo della Honda, di colore rosso fiammante, con ben 5 cavalli. Era stato regalato allo zio da tutti i nipoti, per il suo 60° compleanno.
'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per un prato' recitava lo slogan sulla confezione. Lo zio, felice per quel gradito ed utilissimo oggetto, insistette per farglielo provare. Per un ragazzo di città come lui la campagna non aveva particolare fascino, tanto meno il tosaerba rosso della Honda, ma sempre nell'ottica di non stare mai fermo e scoprire cose nuove, acconsentì alla proposta dell'anziano parente. Si avvicinò, diede uno strappo con forza e l'apparecchio si mise in moto. Iniziò a spingerlo su e giu per il prato e subito rimase sorpreso dal risultato: le lame erano integre e ben affilate, per cui il taglio era molto preciso... quasi perfetto. Il profumo di erba si propagò per il giardino, e più lui tagliava, più si rilassava. Più si rilassava e più tagliava. Fu una specie di folgorazione: aveva provato tante e tante attività nella sua vita, ma mai alcuna era stata così rilassante, nè gli regalava la pace, che finalmente aveva raggiunto, grazie al tosaerba della Honda!
La cura con cui quell'attrezzo tagliava l'erba, accompagnata dal borbottio del motore e dal profumo del prato, lo affascinò a tal punto da rivoluzionargli la vita. Quando trotterellava insieme ai 5 cavalli del tosaerba, ormai si isolava dal resto del mondo. Mai si era trovato in una pace interiore così magica, tanto che pian, piano abbandonò ad uno ad uno tutti i suoi molteplici interessi, per lasciare spazio solo a quei 5 cavalli in rosso.
Trascorsero mesi ed anni e la sua passione non scemava...anzi! Si adoperava con impegno e solerzia non solo presso parenti ed amici, ma anche presso sconosciuti, dapprima vicini e poi via, via, sempre più lontani.
Tanta era la competenza e la magia rilassante, che scaturivano da questa accoppiata vincente ragazzo+tosaerba Honda, che il tam tam delle voci arrivò ad un rappresentante della nota casa di produzione. Volle vedere di persona e, come molti prima di lui, rimase incantato da tanta indomita attività, svolta con passione, ma soprattutto con una rilassatezza insuperabile ed invidiabile, tanto che venne scelto come testimonial del marchio.
Sulla confezione fu apposta la sua fotografia, che trasmetteva sana competenza e serenità, con variazione dello slogan in: 'Tagliaerba Honda: il più bel regalo per me!'
lunedì 7 luglio 2014
Su ali d'aquila
Sono sempre in ritardo, o per lo meno spesso. Se la mia tabella di marcia non coinvolge alcuno, talvolta raggiungo persino il quarto d'ora accademico. Forse è l'unico ricordo piacevole della mia esperienza universitaria, che nel tempo che fu si concluse con un solo esame superato (analisi 1). Non è disattenzione la mia, semplicemente la necessità e/o il desiderio di fare sempre tante cose, di far rendere al meglio il tempo a mia disposizione, così quando mi capita di essere un po' in anticipo preferisco buttarmi a capofitto in qualche nuova veloce attività, piuttosto che ingannare il tempo od uscire con calma. Cerco di non sprecare minuti preziosi, ma se c'è qualcuno che mi attende faccio di tutto per non farmi aspettare.
C'è infine una mesta situazione in cui non ammetto di essere in ritardo: il funerale.
Stamani sono uscita con largo anticipo. La zona limitrofa alla chiesa pullulava di gente, auto, scooter. Un quarto d'ora prima dell'inizio della cerimonia ero in chiesa, già colma di persone affrante, di tutte le età. Silenziosa ho conquistato un angolino in fondo alla chiesa e li mi sono posizionata, senza muovermi per tutta la durata della lunga funzione. Centinaia e centinaia di visi tristi, per lo più a me sconosciuti, lacrime, qualche sorriso abbozzato. Dovevi essere davvero una persona fantastica, non solo perchè lo sento, ma soprattutto perchè chi si è fatto coraggio ed ha preso la parola, ha pronunciato cose meravigliose. Probabilmente ogni presente aveva davanti agli occhi il tuo bel sorriso, incorniciato da un viso solare, che emanava tanta serenità. Gli amici ed i parenti che ti hanno accompagnato in questo ultimo saluto trasmettevano forza e coraggio, oltre ad un messaggio forte: l'appartenenza. Appartenenza ad una bella e numerosa famiglia, ad un lavoro amato, ad una comunità unita, che nel correre della vita frenetica di oggi, non si dimentica dei veri valori. Più volte è stato detto 'il denaro non gli interessava, aveva a cuore solo il bene delle persone con cui entrava in contatto, accompagnato da un forte senso del dovere'. Il prato che curavi davanti alla casa di campagna. Uno dei tanti simboli di ciò che davvero conta nella vita: la terra, la famiglia, l'amicizia. Che bello poter avere un amico che ti aiuta anche nella cura del prato...chissà quanti momenti lieti e quante battaglie avrete vissuto insieme. Probabilmente non avevo nemmeno il diritto di essere li, io, sconosciuta, fra tanti visi conosciuti, che ti hanno amato e condiviso con te la loro vita, ma sentivo il bisogno di dare un piccolissimo segno di affetto alla mia compagna di classe di un tempo ormai lontano, tua sorella, che con i suoi occhi pieni di certezze mi ha trasmesso la vostra serenità. Volevo esserci per un ultimo saluto a quel viso sorridente a cui, solo in etò adulta, incontrandoci casualmente in centro con i rispettivi coniugi, avevo avuto il coraggio di confessare che tanto tempo prima, quando avevo 12 anni, avevo amato pazzamente (e per quanto tempo! tanto che il tuo nome per anni ed anni era stato il mio nome maschile preferito), come solo a quell' età sai fare, timidamente nell'ombra, con la certezza di essere invisibie, ma felice ogni volta che i miei occhi di sfuggita vedevano i tuoi, quando venivo a casa vostra a studiare, giocare, suonare il pianoforte a 4 mani (forse sarebbe meglio dire 'strimpellare').
E così come il canto delle voci accompagnate dalle chitarre di oggi TI RIALZERA', TI SOLLEVERA', SU ALI D'AQUILA, TI REGGERA' SULLA BREZZA DELL'ALBA TI FARA' BRILLAR COME IL SOLE, COSì NELLE SUE MANI VIVRAI...ed io ti penso su ali d'aquila, a brillare come il sole. Ciao!
C'è infine una mesta situazione in cui non ammetto di essere in ritardo: il funerale.
Stamani sono uscita con largo anticipo. La zona limitrofa alla chiesa pullulava di gente, auto, scooter. Un quarto d'ora prima dell'inizio della cerimonia ero in chiesa, già colma di persone affrante, di tutte le età. Silenziosa ho conquistato un angolino in fondo alla chiesa e li mi sono posizionata, senza muovermi per tutta la durata della lunga funzione. Centinaia e centinaia di visi tristi, per lo più a me sconosciuti, lacrime, qualche sorriso abbozzato. Dovevi essere davvero una persona fantastica, non solo perchè lo sento, ma soprattutto perchè chi si è fatto coraggio ed ha preso la parola, ha pronunciato cose meravigliose. Probabilmente ogni presente aveva davanti agli occhi il tuo bel sorriso, incorniciato da un viso solare, che emanava tanta serenità. Gli amici ed i parenti che ti hanno accompagnato in questo ultimo saluto trasmettevano forza e coraggio, oltre ad un messaggio forte: l'appartenenza. Appartenenza ad una bella e numerosa famiglia, ad un lavoro amato, ad una comunità unita, che nel correre della vita frenetica di oggi, non si dimentica dei veri valori. Più volte è stato detto 'il denaro non gli interessava, aveva a cuore solo il bene delle persone con cui entrava in contatto, accompagnato da un forte senso del dovere'. Il prato che curavi davanti alla casa di campagna. Uno dei tanti simboli di ciò che davvero conta nella vita: la terra, la famiglia, l'amicizia. Che bello poter avere un amico che ti aiuta anche nella cura del prato...chissà quanti momenti lieti e quante battaglie avrete vissuto insieme. Probabilmente non avevo nemmeno il diritto di essere li, io, sconosciuta, fra tanti visi conosciuti, che ti hanno amato e condiviso con te la loro vita, ma sentivo il bisogno di dare un piccolissimo segno di affetto alla mia compagna di classe di un tempo ormai lontano, tua sorella, che con i suoi occhi pieni di certezze mi ha trasmesso la vostra serenità. Volevo esserci per un ultimo saluto a quel viso sorridente a cui, solo in etò adulta, incontrandoci casualmente in centro con i rispettivi coniugi, avevo avuto il coraggio di confessare che tanto tempo prima, quando avevo 12 anni, avevo amato pazzamente (e per quanto tempo! tanto che il tuo nome per anni ed anni era stato il mio nome maschile preferito), come solo a quell' età sai fare, timidamente nell'ombra, con la certezza di essere invisibie, ma felice ogni volta che i miei occhi di sfuggita vedevano i tuoi, quando venivo a casa vostra a studiare, giocare, suonare il pianoforte a 4 mani (forse sarebbe meglio dire 'strimpellare').
E così come il canto delle voci accompagnate dalle chitarre di oggi TI RIALZERA', TI SOLLEVERA', SU ALI D'AQUILA, TI REGGERA' SULLA BREZZA DELL'ALBA TI FARA' BRILLAR COME IL SOLE, COSì NELLE SUE MANI VIVRAI...ed io ti penso su ali d'aquila, a brillare come il sole. Ciao!
domenica 6 luglio 2014
UN TIPO NUOVO
Siamo un gruppo unito e compatto da tantissimo tempo; con molti ci si conosce da 15, anche 18 anni, pertanto è naturale che con alcuni ci si intenda con un semplice colpo d'occhio. Con altri invece è inutile insistere: non si va d'accordo e basta, meglio girare alla larga; o forse è semplicemente una questione di 'feeling'...non c'è! Comunque sia, qui siamo e qui restiamo, a volte felici di questa scelta, altre con il malcelato desiderio di andare via e trovare un nuovo gruppo più stimolante e creativo. Talvolta la routine smorza gli entusiasmi e così ti sembra di fare sempre le stesse cose, nel solito modo; poi se guardi indietro (meglio un arco di tempo un po' consistente, che ne so un lustro), ti accorgi che anche quei gesti quotidiani sono assai cambiati e certamente lo sei tu, soprattutto nell'immagine che ti rilascia lo specchio.
A volte invece le novità sono davvero tangibili, in particolare mi riferisco alla settimana scorsa: è arrivato un tipo nuovo e quando dico 'tipo' intendo davvero uno originale, fuori dal comune. Non riesco ad intuire se sia a posto oppure no. Lo sto ancora studiando. E' anche vero che la convivenza porta inesorabilmente ad uniformarsi, per cui il 'tipo nuovo' sembra ancora più diverso di quanto sia realmente, solo per il fatto che si deve inserire in un gruppo che ancora non gli appartiene e lo guarda con sospetto. Struttura fisica superiore alla media, grandi orecchie, davvero insolite, viso serio, decisamente chiaro di carnagione, un paio di baffetti chiari che devo ancora capire se mi piacciano o meno. Come sempre mi sono presentata con un sorriso e la mano tesa, a cui ha risposto allo stesso modo, stringendomela forte e sorridendo. Recentemente alcuni esperti hanno dichiarato che si deve diffidare da chi ti stringe eccessivamente la mano. 'Meglio una mano morbida, anche molla... significa che la persona è sincera, timida, onesta, non ha difficoltà a dichiarare le sue debolezze. Se invece stringe in modo eccessivo, desidera metterti a disagio, imponendo la sua presenza e potenza fisica; in realtà è più indifeso di colui che ti da la mano molla....quindi sta mentendo! Diffidare, gente, diffidare'. Bah, non so neanche io cosa pensare. Ma ritorniamo al tipo nuovo. Ha un profumo insolito: non potrei definirlo sgradevole, anzi, ma ha una nota di sapore antico, come se improvvisamente fosse piombato qui dal passato, come quegli oggetti che custodisci per anni con cura, in cima all'armadio, fra naftalina e lavanda, tanto da dimenticarti di averli. A dispetto di questo profumo (e di quell' aria un po' antiquata) è molto moderno e pieno di iniziative, talvolta addirittura sorprendente. Ha l'entusiasmo di un bambino e se cade, non se ne fa problemi, si rialza contento di avere la forza per riprendere la strada. 'Quando ti va tutto bene, è assai facile essere sorridenti e di buon umore. Ma la vera soddisfazione è quando, dopo un periodo difficile, dopo tante porte chiuse in faccia, trovi in te stesso la forza ed il coraggio di rialzarti e riprendere il cammino, trovando nuove porte a cui bussare!' sentenziava l'altro giorno. Si, certo, ammirevole come principio, ma io già non amo camminare, figurarsi quando cado...non mi viene più voglia di muovere nemmeno un passo... se potessi vorrei restare li a terra, prendendomela con questo mondo crudele, o tutt'al più rimanendo insensibile a quanto mi succede intorno... E le porte che ti sbattono in faccia? Alla terza mi viene il nervoso, mi giro sui tacchi e volo a fare dell'altro!
Comunque i primi giorni i più lo guardavano con malcelata diffidenza, forse solo perchè è più grosso di tutti noi, oppure semplicemente perchè la diversità spaventa. Chissà. Magari il tipo nuovo diventerà la forza del nostro gruppo. Io sono fiduciosa.
...vedremo ;-)
Intanto vi mostro una foto di noi senza e poi con il 'tipo nuovo'... ah, io sono quella con cappuccio e scarpe rosse!
NOI SENZA
NOI CON IL TIPO NUOVO
A volte invece le novità sono davvero tangibili, in particolare mi riferisco alla settimana scorsa: è arrivato un tipo nuovo e quando dico 'tipo' intendo davvero uno originale, fuori dal comune. Non riesco ad intuire se sia a posto oppure no. Lo sto ancora studiando. E' anche vero che la convivenza porta inesorabilmente ad uniformarsi, per cui il 'tipo nuovo' sembra ancora più diverso di quanto sia realmente, solo per il fatto che si deve inserire in un gruppo che ancora non gli appartiene e lo guarda con sospetto. Struttura fisica superiore alla media, grandi orecchie, davvero insolite, viso serio, decisamente chiaro di carnagione, un paio di baffetti chiari che devo ancora capire se mi piacciano o meno. Come sempre mi sono presentata con un sorriso e la mano tesa, a cui ha risposto allo stesso modo, stringendomela forte e sorridendo. Recentemente alcuni esperti hanno dichiarato che si deve diffidare da chi ti stringe eccessivamente la mano. 'Meglio una mano morbida, anche molla... significa che la persona è sincera, timida, onesta, non ha difficoltà a dichiarare le sue debolezze. Se invece stringe in modo eccessivo, desidera metterti a disagio, imponendo la sua presenza e potenza fisica; in realtà è più indifeso di colui che ti da la mano molla....quindi sta mentendo! Diffidare, gente, diffidare'. Bah, non so neanche io cosa pensare. Ma ritorniamo al tipo nuovo. Ha un profumo insolito: non potrei definirlo sgradevole, anzi, ma ha una nota di sapore antico, come se improvvisamente fosse piombato qui dal passato, come quegli oggetti che custodisci per anni con cura, in cima all'armadio, fra naftalina e lavanda, tanto da dimenticarti di averli. A dispetto di questo profumo (e di quell' aria un po' antiquata) è molto moderno e pieno di iniziative, talvolta addirittura sorprendente. Ha l'entusiasmo di un bambino e se cade, non se ne fa problemi, si rialza contento di avere la forza per riprendere la strada. 'Quando ti va tutto bene, è assai facile essere sorridenti e di buon umore. Ma la vera soddisfazione è quando, dopo un periodo difficile, dopo tante porte chiuse in faccia, trovi in te stesso la forza ed il coraggio di rialzarti e riprendere il cammino, trovando nuove porte a cui bussare!' sentenziava l'altro giorno. Si, certo, ammirevole come principio, ma io già non amo camminare, figurarsi quando cado...non mi viene più voglia di muovere nemmeno un passo... se potessi vorrei restare li a terra, prendendomela con questo mondo crudele, o tutt'al più rimanendo insensibile a quanto mi succede intorno... E le porte che ti sbattono in faccia? Alla terza mi viene il nervoso, mi giro sui tacchi e volo a fare dell'altro!
Comunque i primi giorni i più lo guardavano con malcelata diffidenza, forse solo perchè è più grosso di tutti noi, oppure semplicemente perchè la diversità spaventa. Chissà. Magari il tipo nuovo diventerà la forza del nostro gruppo. Io sono fiduciosa.
...vedremo ;-)
Intanto vi mostro una foto di noi senza e poi con il 'tipo nuovo'... ah, io sono quella con cappuccio e scarpe rosse!
NOI SENZA
NOI CON IL TIPO NUOVO
giovedì 3 luglio 2014
Ancora un attimo di pazienza....
...ed arrivo!
Giugno è stato un mese intenso di canti, balli, musical...
ancora qualche giorno per riprendere fiato e poi arrivo dal mio amato blog.
Palilli
Giugno è stato un mese intenso di canti, balli, musical...
ancora qualche giorno per riprendere fiato e poi arrivo dal mio amato blog.
Palilli
giovedì 29 maggio 2014
Ci sono!
... si si, ci sono sempre! Non sono scappata nè tanto meno ho deciso di abbandonare il mio amato blog... semplicemente ci sono sempre tante cose da fare. Non solo mi fanno andare di corsa, ma - soprattutto - mi fanno letteralmente 'volare il tempo' e quindi qui vengo un pochino di meno.
Ancora un po' di pazienza, un saggio di canto, uno spettacolo con le 'Piccole stelle', un musical a fine giugno e poi... RITORNO!
...anche se ci fossi rimasto solo tu, mio affezionato e solitario lettore (e forse unico?) non ti deluderò!
...o almeno... lo spero!
A poi...
Ancora un po' di pazienza, un saggio di canto, uno spettacolo con le 'Piccole stelle', un musical a fine giugno e poi... RITORNO!
...anche se ci fossi rimasto solo tu, mio affezionato e solitario lettore (e forse unico?) non ti deluderò!
...o almeno... lo spero!
A poi...
Palilli
lunedì 5 maggio 2014
FULMINE A CIEL SERENO
'Alla prossima stazione dobbiamo scendere!'
Elisa, sguardo dolce e timido, perso in un viso pallido, annuisce a Luca, altrettanto pallido, ma anche infinitamente brufoloso. Il treno corre veloce verso la stazione. I due confabulano con complicità, mista ad imbarazzo.
-La prima uscita insieme, da soli! Non pensavo che sarebbe successo anche a me; finalmente almeno Luca mi ha notata! Se questo significa diventare grandi direi che mi piace, anche se non so ancora come comportarmi...
= Quanto adoro il suo viso... dietro ai grandi occhiali si nascondono due bellissimi occhi azzurri, che a me non sono sfuggiti. E poi quei capelli biondi e lisci, lunghi sino alle spalle, proprio come piacciono a me. Elisa non solo è la prima della classe, ma per me è anche la più carina, anche se sembra che gli altri ragazzi non la giudichino tale... meglio così, almeno non ho concorrenza.
- Luca effettivamente è assai bruttino, ma con me è tanto dolce e gentile, che in sua compagnia mi sento una principessa! E poi è timido come lo sono io...
= Sono così contento che abbia accettato il mio invito! Un pomeriggio insieme a Camogli, soli lei ed io... chissà se riuscirò a prenderle la mano...
Raffaella, bella e fiera, insieme a Tommaso e al solito codazzo di ragazze, scende rumorosamente dal piano superiore del regionale, avviandosi al disimpegno per l'uscita. Quando sei una leader devi sempre dominare tutto e tutti, anche il panorama. 'Ragazze! Tommy! Guardate un po'... chi ci si sono laggiù in fondo?! Quegli sfigati di Elisa e Luca... adesso ci divertiamo! Ciao ragazzi, vi abbiamo beccato! Allora è vero che state insieme... non ce lo volevate far sapere?!'
'No, non stiamo insieme...stiamo solo andando a Camogli a fare un giro...' risponde Elisa con imbarazzo.
'Ma dai, a noi lo potete dire... siamo i vostri compagni di classe... non dobbiamo avere segreti, vero?'
Il codazzo ride divertito, mentre Raffaella si avvicina a Luca, con fare litigioso. 'Sai Luca cosa penso di te? Se anche tu fossi l'unico ragazzo sulla faccia della terra, preferirei stare da sola! Come si fa a stare vicino a così tanti brufoli?? E poi sei pure bassino... certo vai bene per Elisa, tanto è bassina pure lei!! AH AH AH'.
Anche Tommaso ed il codazzo di ragazze ridono divertiti davanti a tale affermazione, mentre il disimpegno del treno si sta riempiendo di persone pronte a scendere, in vista dell'imminente fermata. La dose di arroganza non è ancora finita... 'Vedi Elisa come va la vita? Puoi ritenerti fortunata! Anche una nullità come te, insignficante prima della classe, può trovare qualcuno che la inviti ad uscire... basta accontentarsi!! Formate davvero una bella coppia! AH AH AH'.
I due visi pallidi vorrebbero scomparire. Sembra che entrambi pensino 'Non potrebbe arrivare un fulmine che se la porti via, così, all'improvviso??' ma fuori il tempo è davvero meraviglioso. Una calda giornata di inizio estate, dove il sole troneggia in uno splendido e rassicurante cielo azzurro. Di nuvole nemmeno l'ombra...anzi! Un caldo raggio colpisce i due visi pallidi, tuttavia senza riuscire a scaldarli. Il loro sangue è tutt'ora gelato, in balia della bella 14enne, che con arroganza continua ad infierire.
- Ma quando arriviamo in questa maledetta stazione? Perchè Luca non la fa stare zitta??
= Elisa non guardarmi così... Raffaella mi fa sentire impotente...con lei non so proprio che pesci pigliare...
'Allora piccioncini, ci volete raccontare cosa farete a Camogli? Vi bacerete?? AH AH AH sempre che ne abbiate il coraggio!'
Improvvisamente dal gruppo di passeggeri, si alza una voce indignata: un signore non più giovanissimo si rivolge alla fiera Raffaella: 'MA QUANTO SEI STRONZA? NON HAI UN PAPA' O UNA MAMMA CHE TI INSEGNINO IL RISPETTO DEL TUO PROSSIMO?!!' ...imbarazzata e stupita Raffaella si volta verso Tommy ed il codazzo di ragazze... 'Ma perchè? Che cazzo ho detto??'
'TANTO BELLA QUANTO PERFIDA, VERGOGNATI!!' rincara il non più giovanissimo, mentre gli altri inquilini del disimpegno gli sorridono compiaciuti. Una signora gli mormora persino un 'Bravo! Ben detto.'
Raffaella continua a ridacchiare meno sicura di se, Tommy ed il codazzo non sanno più che fare ...meglio ridere o meglio allontanarsi dalla loro leader?
Elisa e Luca sorridono, sollevati da questo inaspettato fulmine a ciel sereno. Sembrano pure meno pallidi. Con lo sguardo grato e raggiante, Luca dice a voce forte e chiara 'Elisa, questa è la nostra fermata, dobbiamo scendere!'
n.d.r.
...Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.
Da 'La vispa Teresa'
Elisa, sguardo dolce e timido, perso in un viso pallido, annuisce a Luca, altrettanto pallido, ma anche infinitamente brufoloso. Il treno corre veloce verso la stazione. I due confabulano con complicità, mista ad imbarazzo.
-La prima uscita insieme, da soli! Non pensavo che sarebbe successo anche a me; finalmente almeno Luca mi ha notata! Se questo significa diventare grandi direi che mi piace, anche se non so ancora come comportarmi...
= Quanto adoro il suo viso... dietro ai grandi occhiali si nascondono due bellissimi occhi azzurri, che a me non sono sfuggiti. E poi quei capelli biondi e lisci, lunghi sino alle spalle, proprio come piacciono a me. Elisa non solo è la prima della classe, ma per me è anche la più carina, anche se sembra che gli altri ragazzi non la giudichino tale... meglio così, almeno non ho concorrenza.
- Luca effettivamente è assai bruttino, ma con me è tanto dolce e gentile, che in sua compagnia mi sento una principessa! E poi è timido come lo sono io...
= Sono così contento che abbia accettato il mio invito! Un pomeriggio insieme a Camogli, soli lei ed io... chissà se riuscirò a prenderle la mano...
Raffaella, bella e fiera, insieme a Tommaso e al solito codazzo di ragazze, scende rumorosamente dal piano superiore del regionale, avviandosi al disimpegno per l'uscita. Quando sei una leader devi sempre dominare tutto e tutti, anche il panorama. 'Ragazze! Tommy! Guardate un po'... chi ci si sono laggiù in fondo?! Quegli sfigati di Elisa e Luca... adesso ci divertiamo! Ciao ragazzi, vi abbiamo beccato! Allora è vero che state insieme... non ce lo volevate far sapere?!'
'No, non stiamo insieme...stiamo solo andando a Camogli a fare un giro...' risponde Elisa con imbarazzo.
'Ma dai, a noi lo potete dire... siamo i vostri compagni di classe... non dobbiamo avere segreti, vero?'
Il codazzo ride divertito, mentre Raffaella si avvicina a Luca, con fare litigioso. 'Sai Luca cosa penso di te? Se anche tu fossi l'unico ragazzo sulla faccia della terra, preferirei stare da sola! Come si fa a stare vicino a così tanti brufoli?? E poi sei pure bassino... certo vai bene per Elisa, tanto è bassina pure lei!! AH AH AH'.
Anche Tommaso ed il codazzo di ragazze ridono divertiti davanti a tale affermazione, mentre il disimpegno del treno si sta riempiendo di persone pronte a scendere, in vista dell'imminente fermata. La dose di arroganza non è ancora finita... 'Vedi Elisa come va la vita? Puoi ritenerti fortunata! Anche una nullità come te, insignficante prima della classe, può trovare qualcuno che la inviti ad uscire... basta accontentarsi!! Formate davvero una bella coppia! AH AH AH'.
I due visi pallidi vorrebbero scomparire. Sembra che entrambi pensino 'Non potrebbe arrivare un fulmine che se la porti via, così, all'improvviso??' ma fuori il tempo è davvero meraviglioso. Una calda giornata di inizio estate, dove il sole troneggia in uno splendido e rassicurante cielo azzurro. Di nuvole nemmeno l'ombra...anzi! Un caldo raggio colpisce i due visi pallidi, tuttavia senza riuscire a scaldarli. Il loro sangue è tutt'ora gelato, in balia della bella 14enne, che con arroganza continua ad infierire.
- Ma quando arriviamo in questa maledetta stazione? Perchè Luca non la fa stare zitta??
= Elisa non guardarmi così... Raffaella mi fa sentire impotente...con lei non so proprio che pesci pigliare...
'Allora piccioncini, ci volete raccontare cosa farete a Camogli? Vi bacerete?? AH AH AH sempre che ne abbiate il coraggio!'
Improvvisamente dal gruppo di passeggeri, si alza una voce indignata: un signore non più giovanissimo si rivolge alla fiera Raffaella: 'MA QUANTO SEI STRONZA? NON HAI UN PAPA' O UNA MAMMA CHE TI INSEGNINO IL RISPETTO DEL TUO PROSSIMO?!!' ...imbarazzata e stupita Raffaella si volta verso Tommy ed il codazzo di ragazze... 'Ma perchè? Che cazzo ho detto??'
'TANTO BELLA QUANTO PERFIDA, VERGOGNATI!!' rincara il non più giovanissimo, mentre gli altri inquilini del disimpegno gli sorridono compiaciuti. Una signora gli mormora persino un 'Bravo! Ben detto.'
Raffaella continua a ridacchiare meno sicura di se, Tommy ed il codazzo non sanno più che fare ...meglio ridere o meglio allontanarsi dalla loro leader?
Elisa e Luca sorridono, sollevati da questo inaspettato fulmine a ciel sereno. Sembrano pure meno pallidi. Con lo sguardo grato e raggiante, Luca dice a voce forte e chiara 'Elisa, questa è la nostra fermata, dobbiamo scendere!'
n.d.r.
...Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.
Da 'La vispa Teresa'
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